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Solo con mezzi leali
Arrampicare è uno degli schemi motori di base, un senso innato che l’uomo quando nasce già possiede insieme con il camminare, il nuotare, ed il rotolare. La regola principe che guida l'etica dell’arrampicata è vincere la parete “by fair means”, cioè con mezzi leali. Questo significa superare percorsi su roccia con difficoltà crescenti senza l'ausilio di alcun mezzo artificiale se non per proteggere un’eventuale caduta. L’avvento di questa disciplina, proveniente dai paesi anglosassoni che prediligeva un’aspetto decisamente più ludico rispetto all’alpinismo, rappresentò un momento di rottura con i valori tradizionali dell’andar per monti. In Piemonte l’innovativo fenomeno dell’arrampicata si manifestò sin dal 1970 quando dalla California iniziarono a giungere le prime notizie sulla prorompente evoluzione dell’arrampicata libera. Per una volta in anticipo sui tempi rispetto ad altri massicci ben più famosi, il Gruppo castello Provenzale vide lo scozzese Mike Kosterlitz, pioniere del settimo grado in Italia, compiere uno dei suoi capolavori superando in arrampicata libera lo strapiombo centrale della via dei tetti a Zeta sulla parete est della Rocca Provenzale. Il passaggio era stato superato pochi mesi prima in arrampicata artificiale dai primi salitori della via e questo exploit costituì le basi per la nascita di quella “nuova visione” che prese il nome di Nuovo Mattino.
gara Dalla roccia alla resina
Nel 1985, con le prime gare sportive a Bardonecchia e Arco di Trento, gli arrampicatori si trovano per la prima volta a gareggiare su percorsi di estrema difficoltà e nascono i primi atleti di questa nuova disciplina sportiva. Un importante passo avanti nello svincolare la pratica di quest’attività dall'ambiente montano ed alpino, è stata la rapida diffusione di strutture artificiali indoor che riproducono le caratteristiche delle pareti rocciose. Questi volumi artificiali allestiti in modo stabile o temporaneo nei centri sportivi, nei palazzetti dello sport e nelle scuole, hanno fatto divenire l’arrampicata sportiva una tipica attività sportiva metropolitana, sia ludico-amatoriale che agonistica, non più legata ai soli mesi estivi, ma praticabile durante tutto l'anno, permettendo così un allenamento continuativo che ha anche consentito un notevole innalzamento del livello tecnico-atletico dei praticanti.