Il custode del MonvisoCi sono persone che hanno il loro destino nel nome, altri seguono una vita legata al luogo di nascita. Il 17 agosto 1906 nasce un bimbo ai piedi della parete Est del Monviso, nel rifugio Quintino Sella, che era stato inaugurato l’anno prima. È figlio della guida alpina «Farina», soprannome di Claudio Perotti. Quel bimbo sarà battezzato Quintino, diventerà guida. E sarà per sempre ricordato come «Pipistrello», per quella naturale dote che lo ispirava in montagna. «Quinto» è morto nel 1990 e fino all’ultimo ha vestito i «panni» da guida. A lui è dedicata l’area biblioteca del Centro. Il Monviso domina il cielo della Valle Po e sul «Re di pietra» il «Pipistrello» è salito 749 volte. Ha smesso di fare la guida nel 1980, poi ha sempre seguito i giovani. E sul Viso ha compiuto parecchi salvataggi, tanto da meritarsi la «Stella del Cardo» le cui foglie spinose, che non la rendono certo facile preda, stanno emblematicamente a significare come lotta e sacrificio siano sempre presupposto per ogni conquista. Quintino era una guida di poche parole, un tradizionalista che interpretava la montagna come l’arte di salire. Esplorò il suo Monviso su tutti i versanti e fu il primo a risalire la Nord seguendo l’evidente canale che porta il suo nome. Il sapere di Quintino Perotti da oggi è legato all’area culturale dell’Alpiteca, dove oltre alla biblioteca c'è spazio per eventi, incontri, mostre e convegni.



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